Il professionista cinofilo, la legge 4/2013 e AIECI

 

 

Le professioni di Educatore ed Istruttore Cinofilo in questo momento in Italia non rispondono a nessuna legislazione specifica, non appartengono a nessuna delle professioni disciplinate da leggi e rappresentate da ordini o collegi.

Chiunque può esercitarle facendo riferimento alla Legge n°4/2013 purché lo dichiari esplicitamente al momento della definizione del contratto di prestazione di servizio con il cliente . Per il testo completo della legge potete consultare questo link: legge 4/2013 testo completo. Quello che vi proponiamo di seguito è un breve riepilogo.

 

In base all’art. 1, comma 2, con “professione” si intende l’attività economica, anche organizzata, volta alla prestazione di servizi o di opere a favore di terzi, esercitata abitualmente e prevalentemente mediante lavoro intellettuale” escludendo tutte quelle professioni che invece sono regolamentate per legge e quelle sanitarie.

Il presupposto implicito è che ci sia un inquadramento fiscale di un qualche tipo e che sia un’attività continuativa, non saltuaria.

Il professionista così definito è tenuto, in base all’art.2, a far riferimento alla legge 4/2013 nei documenti tenuti nel rapporto con il Cliente poiché è la sola indicazione che può costituire attestazione dello svolgimento di un’attività professionale vera e propria. Tale dichiarazione dovrà essere presente nella documentazione scritta rilasciata al cliente dal professionista.
Es:  Mario Rossi, istruttore cinofilo professionista (di cui alla Legge n°4/2013)

 

Il professionista può esercitare la propria attività in modo autonomo e pienamente responsabile fondando il proprio lavoro su competenze, rispetto della fiducia riservatagli dai clienti, e correttezza concorrenziale ( art. 2, comma 4).

Il professionista, nella volontà di vedere riconosciuta la propria attività professionale e la qualità delle proprie competenze e capacità al fine di istituire un rapporto di maggior fiducia con la propria Clientela, ha tre strade possibili:

  1. iscriversi ad una associazione di categoria da cui si senta maggiormente rappresentato
  2. richiedere la certificazione della propria attività ad un ente di certificazione nazionale che sia accreditato presso l’ente nazionale di Accreditamento
  3. o entrambe

Il percorso 1) indicato dalla L 4/2013 prevede una serie di articoli che regolamentano le attività delle Associazioni di categoria a garanzia dell’utente e di una concorrenza corretta fra professionisti ( vedi art. 2,3,4,5).

 In sintesi, le Associazioni di categorie che vogliano essere iscritte nell’elenco del MISE devono essere diffuse sul territorio nazionale, avere uno statuto, un codice deontologico, prevedere una commissione tecnico-scientifica, offrire formazione continua ai soci, garantire uno sportello pubblico (sito web) per offrire informazioni e servizi di tutela in caso di contestazione dei servizi venduti dai propri associati e prevedere sanzioni per i soci che violino le regole deontologiche previste nel codice dell’associazione, possono raggrupparsi in un’unica associazione di categoria, possono rilasciare attestazione di qualifica professionale.

 

Di per sé l’iscrizione ad un’associazione di categoria non è attestazione di qualifica professionale ipso facto.

Infatti le associazioni di categoria possono, ma non sono tenute, a rilasciare una attestazione relativa a:

  1. il rispetto da parte del professionista dei regolamenti associativi e degli standard di qualificazione professionale richiesti dall’Associazione
  2.  all’acquisizione di eventuale certificazione UNI – se questa sia fra i requisiti avanzati dall’Associazione per perfezionare l’iscrizione dell’aspirante socio-
  3.  alla sottoscrizione di polizze assicurative, ecc. (art. 7).

Il percorso 2) prevede la possibilità per il singolo professionista di richiedere ad un organismo certificatore regolarmente accreditato ACCREDIA ( Ente Italiano di Accreditamento), cioè una società privata di certificazione professionale, di sostenere l’esame di certificazione, quando esista un profilo professionale descritto da una norma UNI (Ente Italiano di Normazione) per l’Italia o CEN (European Committee for Standardization) per l’Europa.

 

Le norme UNI sono documenti che definiscono le caratteristiche di un prodotto, processo o servizio, secondo lo stato dell'arte e sono il risultato del lavoro di decine di migliaia di esperti in Italia e nel mondo. Sono documenti che specificano cioè “come fare bene le cose” garantendo sicurezza, rispetto per l’ambiente e prestazioni certe. L’adesione alla norma Uni è volontaria, ma è da sempre legata alle trasformazioni del sistema produttivo e allo sviluppo economico e sociale a tutela del consumatore.

Non esiste ad ora una norma UNI relativa alla figura professionale dell’Educatore e/o dell’Istruttore Cinofilo. (www.uni.com).

Il CWA 16979:2016 ovvero CEN Workshop Agreement on 'Dog training professionals - Knowledge, skills and competence requirements' è un agreement, un accordo, non ha status di standard europeo, non è una norma né una legge: è un insieme di linee guida minime per lo svolgimento di un dato profilo professionale in ambito europeo ed è subordinato ad una eventuale norma europea ( CEN) o nazionale, o ad una eventuale legge nazionale. (www.cen.eu)

 

Infine il percorso 3) là dove il professionista può sia iscriversi ad una associazione di categoria sia acquisire la certificazione .

 

Il professionista, pur essendo libero di gestirsi in completa autonomia, ha un sicuro interesse ad essere iscritto ad una delle Associazioni professionali quando questa si occupi di tutelare la professione da forme di concorrenza scorrette, fornire servizi specifici al socio, e si attivi generalmente per lo sviluppo e la diffusione della professione, facendosi garante presso il pubblico della qualità dei servizi offerti dai propri soci.

 

L’iscrizione ad un’associazione professionale di fatto consente al professionista di distinguersi e valorizzare la propria attività professionale nei confronti della clientela. Infatti, attraverso l’associazione il professionista si inserisce in un network in cui la competenza – sapere e saper fare- è posta al centro; anche gli importanti aspetti dell’etica e della deontologia professionale trovano attraverso la partecipazione alla vita associativa una precisa rilevanza.

 

In questo senso AIECI, fin dalla propria nascita, si è proposta l’obiettivo di strutturare un processo organizzativo e un sistema di attestazione degli standard qualitativi degli associati.

I nostri standard qualitativi richiedono dettagliatamente un numero di ore di formazione teorico-pratica minimo per ogni professionista associato, educatore ed istruttore, e un’esatta definizione degli ambiti tematici del percorso formativo professionalizzante, essendosi da sempre avvalsa di una struttura tecnico-scientifica a garanzia delle competenze.

 

 

 

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